Finalmente la F1 è approdata in India, un Paese caratterizzato da una sorprendente crescita economica, ma anche da evidenti contrasti sociali tra la popolazione che è proiettata nell’innovazione e nella tecnologia, e quella che fatica ad avere acqua, cibo e corrente elettrica. Su questo scenario si è svolto il GP di New Delhi, vinto, quasi fosse consuetudine, da Sebastian Vettel, alla sua undicesima vittoria stagionale e capace di conseguire il “grande slam”, l’insieme di Pole, vittoria, giro veloce e conduzione al vertice dell’intera gara. Sul podio anche Jenson Button e Fernando Alonso, quarto Webber e quinto Schumacher, che ha superato il compagno di squadra nell’ultima parte di gara. Ennesima collisione tra Hamilton e Massa, con il britannico che che ha chiuso al settimo posto e il brasiliano che, alcuni giri dopo, è stato costretto al ritiro per aver rotto la sospensione andando oltre il cordolo. A chiudere la top ten Alguersuari, Sutil e Perez.

La partenza ha visto protagonista Button, che è scattato brillantemente dalla quarta posizione ed ha bruciato Alonso e Webber, assicurandosi così la seconda posizione finale. Alcuni giri di relativa tranquillità sono stati interrotti dall’incidente tra Hamilton e Massa, con quest’ultimo che, alcune curve prima, aveva commesso un’errore e si era fatto quindi raggiungere dall’inglese, il quale, mentre lo superava è stato chiuso all’interno, ed inevitabilmente ha causato il contatto. A mio parere, tuttavia, anche se si tratta di un incidente di corsa, con oltretutto evidenti responsabilità di Lewis, Massa, per evitare la peggio, avrebbe potuto allargare la traiettoria: certamente avrebbe perso la sua posizione, ma non avrebbe compromesso la sua gara, dato che la direzione gara gli ha poi inflitto una penalità e, per quanto dice la Ferrari, senza quel contatto, Felipe non avrebbe rotto nuovamente la sospensione andando oltre al cordolo, come avvenuto analogamente solo a lui un giorno prima in qualifica.

Durante questi momenti concitati, Sebastien Buemi, con una Toro Rosso che conferma la sua competitività, si è dovuto ritirare per un problema tecnico; un vero peccato, dato che in qualifica entrambe le monoposto della scuderia di Faenza erano entrate nei primi dieci.

Grazie ad una buona strategia Alonso è poi riuscito a superare Webber che, azzardatamente, si è fermato in anticipo a montare le gomme dure, ed ha annullato così il suo vantaggio sul pilota spagnolo, anche a causa di alcuni errori di guida agli inizi di quest’ultimo run. Il distacco tra i due non è stato tuttavia mai confortante, dato che negli ultimi giri Webber ha recuperato pericolosamente decimi preziosi portandosi a circa un secondo di margine. Da ricordare è inoltre la buona prestazione di Heikki Kovalainen, che dalla 19esima posizione ha rimontato fino al 14esimo posto.

Prossima tappa Abu Dhabi, una pista molto criticata, poichè i sorpassi sono estremamente difficili, come potrà sicuramente confermare Alonso, che l’anno scorso si è dovuto arrendere a Petrov malgrado una monoposto più veloce, consegnando il mondiale A Sebastian Vettel, vincitore di entrambi le edizioni disputate. 

 

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