Era solo questione di tempo, e Vettel sarebbe diventato campione del mondo per la seconda volta consecutiva: così ovviamente è stato. Lanciando in aria il suo trofeo, Sebastian ha festeggiato il terzo posto che gli ha permesso di raggiungere l’iride; davanti a lui sono giunti i due piloti che, con molta probabilità, lotteranno per il secondo posto nel campionato, Jenson Button e Fernando Alonso. Quarto Webber, protagonista di una gara opaca; quinto Hamilton, che, ancora una volta, ha avuto una collisione con Massa (7°) e ha causato la rottura dell’alettone di quest’ultimo, oltre che l’uscita della Safety-car. Kobayashi non è riuscito ad arrivare purtroppo in zona punti, poichè la sua partenza è stata completamente errata. A completare la top ten Schumacher, Perez, che oggi ha ottenuto il miglior piazzamento della sua carriera, Petrov e Rosberg.

In questa gara, avvenuta sull’asciutto e a temperature alte, le gomme hanno avuto un ruolo decisivo. Hamilton è stato il pilota che ha sofferto di più questa situazione, con addirittura una foratura durante il primo run; la Ferrari, al contrario delle aspettative, si è dimostrata davvero competitiva con Alonso, che alla partenza ha mantenuto la posizione e ha poi superato in pista il compagno Massa, e nel walzer dei pit stop Hamilton e Vettel.

Jenson Button alla partenza ha avuto uno scatto migliore di Vettel, che per difendersi ha spinto il pilota inglese sull’erba, costringendolo a cedere anche la seconda posizione a Hamilton. L’episodio ha subito un’investigazione da parte degli Stewards, che però non hanno elargito penalità al pilota tedesco, così come in seguito a Lewis nel contatto con Massa. Il vincitore della gara, dopo questa fase concitata, ha recuperato la posizione sul compagno di squadra, già vittima del consumo delle gomme, e poi in seguito ha superato anche Vettel, questa volta durante i cambi gomme. Il bi-campione tedesco, che probabilmente sognava di vincere il titolo con un primo posto, ha poi battagliato, dopo aver perso una posizione anche su Alonso, con il pilota spagnolo, che tuttavia è riuscito a difendersi brillantemente, con la mescola più dura, punto debole della Scuderia di Maranello.

Negli ultimi giri il distacco tra Alonso e Vettel si è stabilizzato a circa 1.5 secondi, analogamente a quello tra quest’ultimo e Webber, come ha anche chiarito un team radio tra il pilota australiano e i box: “Sebastian ha rinunciato ad attaccare Alonso, e così dovresti fare anche tu”, confermando ancora una volta che in Red Bull, contrariamente a quanto diceva l’anno scorso Chris Horner, gli ordini di scuderia esistono, eccome.

Intanto Fernando Alonso, confidente riguardo le prestazioni della sua monoposto, ha provato ad attaccare Button, recuperando diversi decimi ad ogni tornata; tuttavia la freddezza del pilota inglese, che ha confermato il suo periodo di estrema forma, gli ha permesso di mantenere un ragionevole distacco fino al traguardo, dove ha subito fermato la monoposto.

Sebastian Vettel è ora, a soli 24 anni, il più giovane bi-campione del mondo della storia, e, entro la fine dell’anno, potrebbe anche raggiungere il traguardo di più pole in una sola stagione. Rispetto allo scorso mondiale, Sebastian si è mostrato più maturo e calcolatore, anche se durante la gara tutti notavano la sua tensione, specialmente nel momento in cui ha agitato il pugno contro un doppiato. Indubbiamente il successo è stato meritato, e pari congratulazioni vanno ad Adrian Newey, il genio che ha creato questa fantastica monoposto.

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